Mr. Potter suppongo ?

“Prima di tutto un avvertimento: se non lo avete ancora letto o state per leggerlo, procedete con prudenza. Pericolo di spoiler.”

img_2745Ho appena finto di leggerlo e desidero scriverne a caldo. Senza pensarci su troppo. Uscito venerdì scorso a mezzanotte in punto accompagnato dai consueti riti messi in scena dai fans più accaniti “Harry Potter e la maledizione dell’erede” è l’ottavo episodio della narrazione che la Rowling ha ambientato nel mondo dei maghi e delle streghe.

Lo confesso, la scorsa estate ho trascorso qualche giorno a Londra e, tutte le mattine, andavo a far colazione in un locale tipo Starbucks. C’era sempre, da sola, in un angolo, concentratissima, una tipo intenta davanti un computer a scrivere. Tutte le mattine, lo confesso, ho penso alla Rowling, povera e disoccupata, impegnata a dar vita al suo maghetto.

Punto primo: non è un libro. E’ la trascrizione fedele del testo in scena attualmente a Londra. Biglietti esaustissimi per i prossimi tre mesi, file lunghissime. Questo significa che è semplicemente un lungo dialogo articolato in quattro atti e tantissime scene. Nessuna narrazione, nessuna tensione, nessuna presentazione dei personaggi. Nessuna descrizione dei luoghi.

Punto secondo: non è farina del sacco di J. K., cioè lei ci ha messo la traccia, forse ha dato qualche indicazione di massima ma il lavoro tosto è opera di due tipi, John Tiffany e Jack Thorne che, stando alla terza di copertina, sono due navigate volpi da palcoscenico.

Dunque dire che è l’ottavo libri della saga è un tantino esagerato. Pubblicazione, devo osservare, posizionata strategicamente un mese prima dell’uscita del nuovo film spinoffato dagli 8 precedenti. Già, perché questo è uno degli aspetti fondamentali della faccenda, Harry è un prodotto maturo, difficile da rivendere ancora, il merchandising oramai è esaurito. Dunque c’è bisogno di nuovi prodotti. Un prequel al cinema ed una commedia in teatro che si può vendere in tutto il mondo se la si traveste da libro. Vedrete che esaurita la parabola nel teatro di Soho verrà sicuramente tradotta e rappresentata in tutto il mondo, più o meno come è accaduto per Cats, Grease ed altri spettacoli. Abbiamo di che lavorare almeno per i prossimi dieci anni.

img_2748Ma veniamo alla storia. Si ricomincia dove abbiamo lasciato, alla stazione di Kings Cross, binario 9 e 3/4, la scena è quella della fine dell’ultimo film. Ma non sono tutte rose e fiori, con il secondo figlio qualche cosa non funzione. E anche il coetaneo figlio di Draco non è proprio un ragazzo facile. Va beh, non voglio raccontare la storia ma devo dire che l’ho trovata debole e poco originale. Sarà che al cineforum di Hogwarts devono aver proiettato la saga completa di “Ritorno al Futuro” perché l’avventura del dinamico duo, Albus e Draco, è un po’ quella. Generose le incursioni nella storia originale, con cui si cerca di affabulare lo spettatore riportandolo sulla scena del delitto. A contorno delle peripezie dei due giovani maghi il tema dello scontro generazionale tra padri e figli. Harry ridotto ad un pallido burocrate del ministero della magia, Hermione è diventata il primo ministro ( e sai che sforzo di fantasia n.d.r.), per Ron non c’è spazio sul palco e viene relegato dagli autori al ruolo di spalla strappasorrisi. Neanche il colpo di scena finale colpisce più di tanto, sarà che quello che rende a teatro, non funziona il forma di testo. E poi diciamocelo sinceramente, che Voldemort abbia trovato il tempo di avere… (puntini di sospensione a cura del “comitato internazionale anti spoiler” n.d.r.)… è una cagata pazzesca.

Andava letto ed è stato letto. Sarà che da primo libro (1997 n.d.r.) son passati un po’ di anni ed io non sono più quello di una volta, ho trovato la lettura dell’erede maledetto sufficiente, qualche bel momento c’è, ma non all’altezza dei libri precedente. Mi ha fatto piacere, un po’ mi ha deluso, un po’ mi è piaciuto, come un nostalgico salto nel passato. Detto questo prendo la mia bacchetta magica Olivander’s Mediterranean Wand, legno del pino marittimo che stava sulle vecchie cartoline di Napoli con anima in criniera di Minollo, gli animali magici li abbiamo anche noi, mi lancio un incantesimo morpheus e vado a dormire.

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