Caro Facebook ti saluto

Caro Facebook ti saluto. Qualche giorno fa mi sono reso conto che sono dieci anni che ci frequentiamo, dieci anni che ti dico cosa penso, che metto mi piace e condivido, che ti regalo le mie fotografie, la mia musica le mie passioni. Dieci anni che mi metti in contatto con altre persone, dieci anni che mi rendi tracciabile, dieci anni che raccogli dati, emozioni, ricordi, abitudini. Sono da sempre uno di quelli che, in ambito tecnologico, deve provare per primo le novità. Ora molto meno ma da ragazzo ero un delirio. Tutto iniziò alla fine degli anni ’80 con uno Z80, poi il primo 80386, il 486 e, nel

Desolazione politica.

Questo è il mio blog. Esiste dal 2009, a gennaio del prossimo anno saranno 10 anni, mi piace molto curarlo, quasi come se fosse il mio vero lavoro. Troppo poco tempo da dedicargli, i blog sono bestie impegnative assai, difficili da sfamare. Ricordo di averlo quando vedo cose strane, cose che mi colpiscono ed allora ci ritorno, faccio un bell’aggiornamento della piattaforma ed inizio a scrivere. Cos’è che la politica non fa più in Italia? Ci rifletto da un po’ e mi rendo conto, rimanendone profondamente desolato, che sono anni che la politica non unisce più il paese. Divide, separa, contrappone, distingue, arrivando addirittura a spaventare. Non unisce, mi fa

Il primo pensiero del 2017

Il miei sentimenti corrispondono ai miei pensieri, i miei pensieri corrispondono alle mie parole, le mie parole corrispondono alle mie azioni, le mie azioni generano fatti che trovano la loro collocazione nel mondo. I fatti che genero sono quello che sono. Poi ci sono i rumori. Le difficoltà, le ansie, quelli che per qualche motivo vogliono metterti con il sedere per terra. Le persone cambiano, le storie finiscono. Gli errori che si commettono in buona fede, la necessità di trovare il proprio posto nel mondo, le scelte sbagliate, l’ostinazione. Ci sono le bugie alle quali desideriamo credere e le verità che ci rifiutiamo di vedere.