Pat Metheny per tutti

Lo dico subito, il mio primo contatto con Pat Metheny fu nel negozio di Gianni Cesarini a largo Celebrano a Napoli. Curiosavo tra le vasche dei 33 giri compilano mentalmente ipotetiche liste di dischi che avrei voluto acquistare mentre nell’aria qualcuno diffondeva le note di Are You Going With Me. Fu amore a prima nota, di li a poco acquistai il doppio Travels e, il 12 marzo del 1988, ci fu il primo contatto live. Era il tour di Still Life (Talking) e, diciamoci la verità, se non fosse stato per il passaggio a D.O.C., il noto programma musicale di Renzo Arbore di quel periodo, saremmo rimasti in pochi ad

Otto giorni a settimana

Bello, andava visto. Non è un film, è un documentario che racconta i Beatles negli anni delle tournée, dagli esordi all’uscita di Sgt. Pepper’s che ha segnò il loro definitivo addio ai concerti. Molte immagini viste e riviste, impreziosite da inediti che sembrano messi li apposta per soddisfare l’insaziabile fame dei fan più accaniti. Il lavoro di restauro si sente nell’audio, il video è sicuramente di ottima qualità ma le immagini degli anni ’60 sono quelle che sono. Paul e Ringo hanno rilasciato delle interviste per l’occasione mentre i contributi di John e George sono roba già vista. Il lavoro di confezionamento e pregevole ma, in fondo, non dice nulla

Scala per il paradiso

Ci sono pezzi che sono delle pietre miliari e confrontacisi non è per nulla facile. Era tempo che volevo fare una versione di Stairway To Heaven in salsa acoustic-jazz. Tempo in 3/4 e la mia solita line-up di strumenti elettrici ed acustici. All’assolo di chitarra non mi ci sono neanche avvicinato. Se lo fai bene è banale, se lo fai male rovina tutto ho fatto una cosa completamente diversa. Volendo è cantabile, ci vuole solo un po’ di swing. E’ il terzo pezzo di un progetto dedicato alle mie canzoni del cuore, quelle che alimentano la luce interiore, le canzoni che non ti tradiscono mai. Da ascoltare preferibilmente in cuffia