Lo sbadiglio della forza

C’è una cosa che colpisce ne Il Risveglio della Forza e ci vuole un po’ per rendersene conto. Accese le luci della sala, levati gli occhialini 3D, stropicciate le orecchie messe a dura prova da esplosioni, colpi di blaster, echi di epiche battaglie, usciti dal cinema ci si rende conto che non si è fatto neanche un piccolo passo oltre i temi e le storie che hanno animato le prime due trilogie.

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Narra la leggenda che Lucas concepì l’intera saga articolandola in tre trilogie. Nel 77 iniziammo dal primo episodio della seconda, quella che evidentemente, e con il senno di poi non posso che essere in accordo, aveva più senso portare al cinema senza saper che tipo di riscontro poteva ottenere dal pubblico. All’epoca il top del cinema sci-fi era rappresentato dal difficile 2001 – Odissea nello Spazio, gli effetti speciali si facevano riprendendo modellini di plastica un fotogramma alla volta e dipingendo fondali iper-realistici su grandi lastre di vetro. Possibilità limitate ed esiti incerti. In questo contesto arrivò sugli schermi Guerre Stellari, storia del giovane Luke che scopre il passato oscuro del proprio genitore con, sullo sfondo, un conflitto galattico che sembra tanto una allegoria della seconda guerra mondiale e della lotta ai nazisti. La chiave dell’intera seconda trilogia era tutta in quel “io sono tuo padre” che proponeva al giovane Luke, non ancora diplomatosi Jedi, il conflitto tra luce ed oscurità. Il resto era un enorme contenitore in cui si mischiavano cavalieri medioevali, cow boys, Laurel e Hardy, armi, amori ed un gran bel botto finale, anzi due

Dopo la redenzione di Anakin ci saremmo tutti aspettati uno scoppiettante seguito, magari con nuovi personaggi e nuove avventure ma Lucas ci sorprese riavvolgendo la pellicola fino all’origine della questione. Per la prima volta si sente parlare dei Sith, Jedi che hanno ceduto al lato oscuro della Forza, e seguiamo la formazione del protagonista che dilaniato dal conflitto tra la dottrina e l’amor carnale ed ancor più confuso dal trauma per la perdita della mamma (la mamma che muore è un classico n.d.r.) perde la testa. L’epilogo è il delirio di onnipotenza, su di un pianeta che sembra preso pari pari dall’inferno di Dante, dove il povero cavaliere, vittima delle sue paure, rinnega la moglie che voleva salvare, prende una solenne battuta dal suo maestro, che perde l’occasione di chiudere definitivamente la questione per un anelito di inopportuna pietà, e si trova definitivamente intrappolato nel lato oscuro della forza senza neanche sapere di esser diventato papà di due gemelli. Tutto il resto è ancora fantapolitica e allegoria della lotta ai regimi totalitari.

Dunque ieri eravamo a questo: conoscevamo l’origine del male, sapevamo che redenzione c’era stata ed eravamo tutti persi tra le mille pieghe dell’universo creato da Lucas. Sono entrato nella cinema sperando in una nuova evoluzione della storia, nuovi temi, nuovi personaggi. Sapevo che avrei rivisto i personaggi chiave incontrati nel primo film del 1977 (sono passati 38 anni n.d.r.) e speravo tanto di riprovare l’emozione sentita in quel primo “usa la forza Luke”.

star_wars_7_il_risveglio_della_forzaNulla di tutto questo è avvenuto, attese rimaste ampiamente deluse. Nello splendore delle nuove tecnologie digitali e sotto la marcata mano di J. J. Abrams e della Disney, la saga di Star War resta ferma al palo. Certo la fedeltà all’originale della sigla fa piacere, divertono le citazioni, diverte la memorabilia che salta fuori qua e là, fa piacere vedere il Falcon tornare a fare il salto nell’iperspazio, piacciono le mille citazioni che sembrano mese li apposta per far venire le lacrime agli occhi dei fanatici, quelli che sono in platea vestiti da Jedi con le loro spade laser di in pvc, ma la storia proprio non c’è. Anzi c’è ma è sempre la stessa, inverte solo la direzione. Non è più padre-figlio ma è figlio-padre con zio, mamma e nonno ad animare la scena. La Morte Nera c’è sempre e distrugge sempre pianeti con il raggio della morte salvo che questa volta e molto più grande anche se si può sempre far saltare per aria con un colpo ben assestato da un X-Wing dopo che una squadra di eroi e andata a sabotare il suo scudo protettivo. Chi deve morire muore ancora trafitto da una spada laser e precipita in un profondo pozzo mentre qualcuno da lontano guarda impotente e grida “nooooo”. La battaglia ed il botto finale sono inclusi nel pacchetto.

Si, quello che colpisce, alla fine, è la mancanza del lavoro di scrittura, della ricerca di nuove trame e nuovi intrecci con cui arricchire l’universo di Star Wars. Si punta tutto sul sicuro. Dove sono finite le epiche visioni futuristiche del giovane George Lucas ?

Poi ci sono alcune cose che non ho apprezzato, leggerezze, fastidiose superficialità. La scena del discorso alle truppe del Primo Ordine ricorda tanto Pink che arringa le folle in The Wall, il nipote cattivo porta una maschera che scimmiotta della del nonno senza apparente motivo e somiglia al figlio scemo del professor Piton, la sequenza che ci presenta il gran cattivo ricorda da un lato, Locky e Thor al cospetto di Odino e dall’altro la prima manifestazione di Yogurt nell’indimenticabile parodia Balle Spaziali. E che dire dell’eroico pilota che sembra avere i tratti di un membro della banda della Magliana o di un contemporaneo di Tony Manero.

Poco convincente la protagonista femminile, probabile cugina del giovane cattivo, che improvvisamente pratica le vie della forza in un modo che Luke per arrivarci si era dovuto fare un mazzo alla scuola di Yoda che neanche a dirlo. E, a proposito, che dire della trasposizione al femminile di Yoda ?

Il Risveglio della Forza è l’episodio delle occasioni perse. Probabilmente si è preferito rimanere sul scuro puntando sugli attori storici, sulla nostalgia, su temi già elaborati e collaudati invece che ricercare nuove trame e nuovi intrecci con buona pace del marketing e del merchandising. Aspettiamo con fiducia i prossimi 12 mesi, il secondo capitolo è in arrivo. Per ora la forza ancora sbadiglia, il risveglio è ancora lontano.

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