Stay hungry, stay foolish.

Questo video mi è stato spedito dal mio amico Sandro tramite Facebook. Risale al 2005 ed è il discorso rivolto da Steve Jobs ai laureandi dell’università di Stanford  (Palo Alto – California). Credo che Stanford sia una delle università più importanti degli Stati Uniti, fatevene un’idea visitando il sito www.stanford.edu. L’omino che parla è il fondatore della Apple, quello che ha inventato il primo personal computer, il Mac, l’iPod, ha fondato la Pixar ed ha avuto durante la sua vita un po’ di idee interessanti. Di quelle che cambiano le situazioni.

Mettetevi comodi ed ascoltate attentamente quello che racconta. Sarete impegnati, se lo vorrete, per i prossimi quindici minuti circa.

Mi ha colpito molto questo discorso e mi hanno colpito molto i commenti che ho letto. Sia su You Tube che su Facebook. Gli aggettivi che ho letto più spesso sono del tipo: fantastico, illuminante, ispirato e simili. Tutti commenti assolutamente positivi, come se le parole di Jobs, nella loro semplicità, illuminassero improvvisamente il mondo intorno a noi.

Mi sono fermato un secondo a riflettere e mi è venuto in mente un aggettivo che nessuno ha usato, soprattutto in relazione al fatto che il discorso, visto su You Tube, è completamente dissociato dal contesto nel quale è stato pronunciato. Secondo me, imbattersi nel discorso di Steve è pericoloso. Se penso che l’uomo che si vede sul palchetto è quello che ha inventato il mouse, il primo sistema operativo a  icone, il lettore mp3 più famoso al mondo ed un altro paio di graziosi aggeggi che hanno rivoluzionato il mondo dei computer da casa, mi viene da pensare: per essere affamati e folli bisogna avere un sogno da inseguire. Ma non un sogno di quelli che somigliano ad una favola, un sogno solido, con alle spalle un progetto fatto a regola d’arte, che prima ancora di iniziare il suo cammino verso la realizzazione conosce già, più o meno, quante possibilità ha di riuscire.

stay-hungryMi è venuta in mente un immagine. Provate a visualizzarla anche voi. Un giovane, livello d’istruzione medio, lavoro e reddito nella media, nessuna idea su da farsi per migliorare la situazione, nessuna visione del futuro. Solo un lacerante desiderio di cambiare la propria vita, magari per renderla più simile a quella che si vede in televisione. Navigando su internet, ascolta il filmato del discorso di Steve Jobs. Immediatamente l’illuminazione: stay hungry, stay foolish. Si, che bello, anche io voglio essere affamato e folle.

Bisogna essere disponibili a ottenere poco nel breve periodo, bisogna essere predisposti all’ascolto, bisogna essere disciplinati e umili. Bisogna essere un sacco di altre cose prima di poter essere affamati e folli nel modo che indica il signor amministratore delegato della Apple Computer Inc. e, se non sbaglio, anche il maggior azionista della Disney. E’ abbastanza facile sentirsi affamati e folli nel breve periodo, nel medio termine va bene essere un po’ folli, affamati meno. Nel lungo periodo potrebbe andar bene sentirsi soddisfatti con giusto un languorino nello stomaco.Essere affamati e folli costa. Costa molto se le cose vanno bene e costa moltissimo se le cose vanno male. Per essere affamati e folli, a mio parere, bisogna essere prima essere qualche altra cosa. Probabilmente bisogna essere preparati, bisogna avere una visione d’insieme della vita che probabilmente supera i confini della città in cui si è abituati a vivere, bisogna essere di

Ho cercato ulteriori informazioni su The Whole Earth Catalogue ed ho trovato l’immagine descritta da Jobs alla fine del suo discorso. Credo che sia bellissima, soprattutto pensando allo spirito che ha animato i suoi autori tra il 1968 ed il 1972. Pensate: nel 1968 tutto il mondo sgranava le orecchie ascoltado Sgt. Pepper’s e nel 1972 ancora non era uscito il primo disco di Bruce Springsteen. Anche in questo caso Steve ha ragione nel definire il catalogo la cosa più vicina al world wide web di quegli anni che, secondo me, restano irripetibili e meravigliosi. Sulla copertina c’era sempre scritto “WHOLE  EARTH CATALOGUE: access to tools“.

Post simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.