Pensiero fotografico.

Non credo di avere le competenze necessarie per scrivere di tecniche fotografiche ma vorrei riuscire a condividere con voi la differenza che, a mio parere, c’è tra la fotografia che chiunque può praticare e la fotografia praticata con la perizia del fotografo. La questione non è banale anche perché propone risposte a due domande sulle quali si regge il business dei fotografi: perché rivolgersi ad un fotografo professionista e quanto devo pagarlo ?

Il salto dalla fotografia analogica alla fotografia digitale è stato importante quanto il passaggio dalla telefonia fissa a quella mobile o quanto il sorpasso dei tablet sui computer. Ha preso un media che aveva in se delle implicazioni tecniche e lo ha reso semplice mettendolo a disposizione di tutti. Di più, nel tempo la forma stessa della macchina fotografica è cambiata andandosi a fondere con quella dei telefonini prima e degli smatphone e tablet poi. Durante le ultime vacanze che ho trascorso in Calabria, in spiaggia, dove una volta si vedevano macchine fotografiche e telecamere ho visto smatphone e tablet (quelli che girano i video estivi con l’iPad mi fanno impazzire n.d.r.). I vicini di ombrellone, guardandomi cambiare un obiettivo, mi chiedevano incuriositi “ma voi lo fate per mestiere ? ”, la mia risposta “no, semplice appassionato”. Ricordo che, una volta, per quanto potesse essere facile scattare una foto, almeno bisognava impostare un selettore sull’icona del sole, delle nuvole o dell’omino o, al limite, padroneggiare la regola del 16.
Fotografi e filmaker incrociati in spiaggia qualche settimana fa, non avevano neanche il pensiero di dover ricaricare una batteria o inserire una scheda di memoria o una cassetta. Giravano e scattavano leggiadri e spensierati. La domanda che mi sorgeva spontanea, mentre cercavo di tenere la sabbia lontana dal mio zaino era: ma che stanno producendo ?

Non lo so, e non lo voglio neanche sapere. So quello che stavo facendo io, stavo producendo fotografie. Questo è il punto della questione. La fotografia, anche quella scattata con i mezzi più semplici (entro certi limiti non è la macchina che fa il fotografo ma questa una questione diversa) richiede consapevolezza. Richiede che il fotografo faccia delle scelte in ragione del risultato desiderato.

Provo a fare un esempio: da quando ho fatto pace con la macchina fotografica, non molti anni fa, ho abbandonato il formato jpg e scatto esclusivamente in raw. Questo equivale, ma è solo una mia opinione, sostanzialmente a scattare con un rullino che, per arrivare alla fotografia finale, ha bisogno di essere sviluppato, controllando la temperatura della luce, l’esposizione, la tonalità dei colori e tanto altro ancora. Scattare in raw, e non tutte le macchine fotografiche lo permettono, significa lasciarsi aperte le porte della creatività come un file jpg non permetterà mai.

ConfrontoVi propongo un esempio. In alto il file raw così come prodotto dal sensore della fotocamera, in basso la stessa immagine sviluppata con un software dedicato. Nessun intervento di postproduzione, ho solo esagerato un po’ per rendere più evidente l’esempio.

Anche gli obiettivi si scelgono in funzione del risultato desiderato. Di recente ho riscoperto la bellezza del 50mm, probabilmente per un ritratto sceglierei un 80mm o un 100mm. Per un panorama potrei usare un piccolo grandangolo.

La luce bisogna saperla cogliere, spesso non basta mettere un flash sulla slitta della macchina fotografica. A volte è opportuno usare riflettori e diffusori per scrivere con la luce il volto di una sposa raggiante.

Affidarsi ad un fotografo professionista significa essenzialmente desiderare delle immagini ragionate che possano raccontare qualche cosa. Una giornata speciale, una persona, un luogo, un’occasione, un oggetto. Il fotografo vi consegnerà sempre una immagine ragionata, tecnicamente ben fatta e artisticamente significativa. Anche la foto di una scatoletta di tonno sul volantino di un supermercato merita qualche cosa di meglio di un iPhone.

Certo il fotografo deve essere bravo e tanto più sarà bravo e creativo nei suoi scatti, probabilmente, tanto più vi risulterà costoso ma, come si dice, dove c’è gusto non c’è sconfitta. La scelta del fotografo è un momento delicato per un cliente, sul mercato si trovano tuttofare, onesti artigiani, professionisti e pure gli impostori. In genere è una buona regola valutare il portfolio, il modo di porsi (la puntualità è sempre un buon indicatore n.d.r.), la capacità di ascoltare ed entrare in sintonia con il cliente e in ultimo, se siete in grado, l’attrezzatura.

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