Ritorno a casa [55 se]

Questo progetto dedicato a Giancarlo Siani mi stà prendendo molto anche se ancora non so bene dove voglio andare a parare. Oggi, ad ogni modo, mi sono somministrato una bella dose di emozioni a schema libero. Sono tornato per qualche ora a casa dei miei, la casa di piazza dell’Immacolata, quella vicino a casa Siani, la piazza dove, a volte, vedevo parcheggiata le Mehari, quella vicino alle rampe intitolate a Giancarlo. Qualche ora per lo sviluppo ed il montaggio delle foto e poi sono rimasto a grardarle per un po’. Ora in piazza ci sono le campane della differenziata, i giardini pubblici al posto del parcheggio, i palazzi del circondario sono tutti

55 se

Se fosse ancora vivo, se la sua vita non fosse stata spezzata, avrebbe 55 anni. Giancarlo Siani non l’ho mai conosciuto anche se eravamo vicini di casa. Tra la fine dei ’70 ed i primi anni degli ’80 abitavo a Napoli in piazza dell’Immacolata, quartiere Arenella. La piazza era un parcheggio a cielo aperto e tra una partita di pallone e quattro chiacchiere tra amici era facile vedere la curiosa automobilina verde di Giancarlo.  Quando fu assassinato nel 1985 avevo 21 anni, tutti notammo da quel giorno la scomparsa della Mehari. Non so moltissimo di lui, ho letto un po’ di cose in giro, come tanti ho visto Fortàpasc, ma

Pensiero fotografico.

Non credo di avere le competenze necessarie per scrivere di tecniche fotografiche ma vorrei riuscire a condividere con voi la differenza che, a mio parere, c’è tra la fotografia che chiunque può praticare e la fotografia praticata con la perizia del fotografo. La questione non è banale anche perché propone risposte a due domande sulle quali si regge il business dei fotografi: perché rivolgersi ad un fotografo professionista e quanto devo pagarlo ? Il salto dalla fotografia analogica alla fotografia digitale è stato importante quanto il passaggio dalla telefonia fissa a quella mobile o quanto il sorpasso dei tablet sui computer. Ha preso un media che aveva in se delle

Le mie fotografie (parte 2@).

Nel 1998 nasce il mio primo figlio, al suo battesimo scatto il mio ultimo rullino di fotografie, al successivo Natale mia moglie mi regala la mia prima macchina fotografica digitale, una Olympus, del tutto simile alla Kodak Instamatic ma con una scheda di memoria al posto del rullino ed un piccolo visore a colori per prendere l’inquadratura. Le fotografie non si sviluppavano, si scaricavano. Dunque ricapitoliamo: siamo a ridosso della fine del secolo, la Apple e solo una piccola azienda americana che produce computer che nessuno usa, la musica è nei cd, l’Intel dopo l’80486 ha lanciato il primo Pentium e la Microsoft domina il mercato dei pc con il