La produzione geniale

Il piano dell’opera è il seguente: quattro libri firmati Elena Ferrante pubblicati tra il 2011 ed il 2014, audiolibri con la voce di  Anna Buonaiuto usciti lo scorso anno, quattro stagioni tv. Produzione ancora in corso iniziata nell’ottobre del 2017 dall’americana HBO con diversi altri partners italiani, presumibilmente 4 stagioni da 8 episodi da 40 minuti a stagione (fonte Wikipedia n.d.r.). Una genialata. Ho letto i primi due libri, poi mi sono annoiato, ho visto i primi otto episodi nell’edizione americana, lingua originale con sottotitoli in inglese/americano.  La prima stagione è appena andata in onda sulla ammiraglia della RAI Radiotelevisione Italiana, con qualche settimana di ritardo rispetto gli Stati Uniti.

Renzusconi

Per molto tempo pochi artisti hanno osato salire su di un palco per affrontare da soli il pubblico. C’erano quelli del cabaret e quel manipolo di eroi che, guidati da Enzo Trapani, portarono la satira in tv. Alcuni di loro provarono a tirar dentro la satira, la politica. Senza fare i nomi perché, all’epoca in Rai non si usava. Poi venne Dario Fo con il suo Mistero Buffo e tutto quello che ne è venuto dopo. Poi c’era il teatro canzone di Giorgio Gaber. Dopo l’anno di Sanremo e Craxi, l’esiliato Beppe Grillo iniziò a far successo con spettacoli che erano delle narrazioni di attualità varia a schema libero. Anche

Alla fine della via

C’è chi dice che veniamo al mondo da soli e da soli siamo destinati ad andar via. Paolo Virzì vola fin negli Stati Uniti per proporci una diversa versione della faccenda. Ella e John sono quel che il tempo ha lasciato di coppia perfetta, lui ex professore di letteratura appassionato di Hemingway lei moglie innamorata e devota. Due figli, una vita agiata alle spalle e nel giardino un vecchio camper chiamato “the leisure seeker” che poi è anche il sottotitolo del film. Ella e John sono al termine della loro esperienza terrena e lo sanno, John non si ricorda neanche chi è e, salvo brevi sprazzi di lucidità, ha bisogno

L’amica “quasi” geniale

I successi più limpidi sono quelli che sono decretati dalla voce del popolo. Ma che un prodotto sia di successo non significa per forza che sia anche un prodotto di qualità, di questo sono certo. E ne sono ancora più convinto se parliamo di produzioni artistiche. Figurative, letterarie, concettuali o quella che più vi piace. Voglio dire: la produzione letteraria fantasy-magica della Rowling è stata indubbiamente un successo planetario che ancora dura ma, mi chiedo, è letteratura di qualità ? Le serigrafie di Warholl erano vera arte ? E potrei andare avanti così per ore, attraversando tutti i campi della creatività umana, spaziando da Oliviero Toscani a Lucio Fontana fino