Il cassonetto, i bambini e la grande piazza

Lo so, non doveva essere così ma, gira e volta, la lingua batte dove il dente duole. E’ un po’ di tempo che praticamente scrivo solo di questa città, del suo sindaco e argomenti correlati. Questo blog non doveva essere così ma, al momento, è così. Non riesco a trovare argomenti più interessanti della mia città.

Questa volta però la città c’entra solo alla seconda, quello di cui voglio scrivere oggi è lo strano ed inquietante fenomeno delle foto dei cassonetti pieni, vuoti, rovesciati, puliti, sporchi, colorati, ammaccati, sventrati, nuovi di zecca e vecchi da buttare che si trovano sul social network imperante. Parte del fenomeno sono anche i commenti che si leggono sotto le foto: Napoli è pulita, Napoli è sporca, fa tutto schifo, è tutto bello, cacciate gli amministratori di adesso, beccate quelli che c’erano prima.

A voler dare una descrizione più completa della questione devo dire che su Facebook sono attive moltissime associazioni cittadine, tutte animate da motivazioni sociali e politiche diverse, con missioni diverse, rappresentanti di interessi diversi. Bene, tutte queste associazioni hanno a cuore il benessere della città, chi in un modo chi in un altro, e spesso fotografano l’immondizia di Napoli o raccolgono fotografie del genere e le postano su Facebook con post del tenore “guardate come fa schifo la città” oppure “cancellate tutti gli incapaci di Asia”. Dalla sponda opposta si fotografano e si diffondono mezzi e uomini di Asia all’opera o ordinate batterie di cassonetti ed i commenti sono “guardate come è pulita la città”, “finalmente la città e più pulita”, “viva la differenziata”. Ancora tutto bene fino a quando i gruppi non si incrociano, nel qual caso, peggio che la guerra totale nucleare galattica ed, a seguire, interminabili discussioni e l’eterna lotta tra il bene ed il male.

Mi sono reso conto che questa cosa invade inutilmente pezzetti del mio tempo libero, le social-battaglie a colpi di infiniti post le trovo noiosissime quanto invadenti. Intollerabili. Bambini che giocano con i cassonetti nella piazza virtuale senza un minimo senso della realtà. Ma la domanda più importante naturalmente resta: a che scopo tutto questo postare ?

La situazione brevemente, nella mia opinione, è la seguente: Napoli è, per antonomasia, la città più sporca del mondo. Non perché veramente lo sia ma perché è così che deve apparire. Deve essere sporca perché se la sporcizia diventa metafisica, se la sporcizia è nell’immaginario collettivo, allora l’operato di chi dovrebbe provvedere a tenerla pulita diventa trasparente e la gestione della stessa diventa una ghiotta occasione per far mille altre cose, segnatamente per far politica con i soldi pubblici nel migliore dei casi, per far vivere disonesti comitati d’affari nel peggiore..

Bene, concedetemi solo qualche secondo della vostra pazienza per fare il punto della situazione attuale. Asia raccoglie la spazzatura dai cassonetti in molti modi diversi cercando di differenziare il più possibile (per carità non parliamo adesso di differenziata ed inceneritori n.d.r.) e spazza le strade. La coperta è corta e pure malandata per cui pensare di avere, al momento, un servizio all’avanguardia è poco realistico. Sono sempre le stesse persone che spazzano, raccolgono, trasportano. Per lo più sono non più giovani e vengono da percorsi lavorativi difficili che, alla fine, li hanno fatti arrivare alla cara vecchia nettezza urbana. Ci sono ebanisti, tornitori, tipografi e tanti altri ancora. La città è grande, variegata e pure scostumata. Svuota un cassonetto, di sicuro, ce ne saranno altri tre ancora stracolmi da qualche altra parte. Alla fine della fiera credo che il rapporto tra ciò che bisognerebbe avere per fare un servizio decente (perché quello che fanno quelli di Asia è un servizio, non un lavoro n.d.r.) e quello che andrebbe fato sia uno a tre. Bisognerebbe avere il triplo delle risorse a disposizione per tenere Napoli pulita come il centro di Parigi. E non solo, mettete anche nel conto che Asia non smaltisce i rifiuti, quello lo fanno altri che dipendono dalla Provincia e credo che anche la Regione abbia un ruolo nella faccenda, quindi, che incredibile scenario, se nello smaltimento qualche cosa va storto la città si trova sotto cumuli di rifiuti in un attimo. Da qualche parte questa amministrazione ha allestito uno spazio per tamponare questo tipo di emergenze ma ha solo pochi giorni di autonomia.

La novità di questi ultimi anni e che la nettezza urbana di Napoli è finalmente gestita con criteri meno politici e più imprenditoriali. Ora c’è un contratto di servizio che regola i rapporti tra Comune e Asia, c’è un bilancio che finalmente gode di buona salute, c’è un piano industriale. Certo la vecchia politica non si sta lasciando mettere alla porta senza scalciare e comunque l’immondizia è sempre una ricca portata nel menù della propaganda politica, ragion per cui ritengo che tutto questa continua diffusione di immagini più o meno edificanti sia solo un modo becero di attaccare trasversalmente l’attuale amministrazione di Napoli. Solo propaganda di parte senza nessun senso della realtà.

Dunque diciamoci la verità: chi ha il coraggio di guardare indietro e poi guardare all’oggi e sperare in un possibile domani lontano da lobby, accordi di partito, e tutto il resto. Lontano dalle fotografie che ci hanno resi tristemente noti in tutto il mondo qualche anno fa e che, per fortuna, sembrano oggi essere solo cartoline sbiadite. Volete Napoli pulita ? Smettetela di scattare foto e cercate di approfondire le regole del gioco. Partecipate, fatevi la vostra idea e poi decidete da che parte stare.

A proposito: questo post lo lascio senza foto se non quella della testata, indispensabile per motivi di impaginazione, come segno di ringraziamento a tutti gli operatori di Asia. A voi dico grazie se siete arrivati fino a qui e, come dico spesso, scusate se esisto.

p.s. la foto della testata l’ho rubata a D.S.

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