A chi non piacerebbe ?

L’unico degrado a cui potreste assistere visitando Napoli, è quello del sole. Lasciate che ve lo dica. Dovrete aspettare una certa ora e guadagnarvi un conveniente posto d’osservazione per vederlo. Magari potreste appostarvi in riva al mare dalle parti del Castel dell’Ovo o sui bastioni di Castel San’Elmo, per godere di un fresco venticello e vedere il sole nostro degradare lentamente verso l’orizzonte, cambiare il suo colore da giallo acceso ad arancione e poi rosso, per poi sparire nel blu scuro del mare all’imbrunire.

No, nessun raggio verde. Qui da noi non si usa.

vesuvio

Poi, magari il mattino dopo, dopo una bella dormita ristoratrice, potreste prendere a fare una bella passeggiata per la città, per guardarla da vicino e farvi la vostra personalissima cartolina. Però statevi accorti, Napoli è una città impegnativa assai e per visitarla tutta e guardarla bene bisogna viaggiare leggeri.

Prima di tutto levate dalla vostra borsa i pregiudizi, cercate di non portarvi dietro tutto quello che vi hanno detto sulla città. Vi concedo giusto qualche melodia tradizionale, un po’ di Eduardo ed un buon manuale di storia dell’arte.

Poi liberatevi di quel senso di riservatezza che da sempre vi portate dietro. Se non siete capaci di scambiare quattro chiacchiere con un estraneo come se fosse un vecchio amico potreste perdervi qualcosa. Se dietro ogni faccia non conosciuta vedete un potenziale pericolo sarà come camminare con un pesante fardello sulle spalle. Mantenete giusto un pizzico di ragionevole prudenza. Sapete come diciamo noi: qua nessuno è fesso.

Lasciate pure l’idea che avete di confini. Di confini a Napoli ce ne sono ben pochi, difficilmente troverete zone. Più probabilmente vi troverete ad osservare una città fatta a strati. Nobili, borghesi e villani tutti insieme a condividere le stesse strade in una, quasi sempre, pacifica convivenza.

Fate attenzione, ovunque andiate troverete del bello, del buono ed anche del cattivo. Di quest’ultimo vi auguro di incontrarne poco ma, nel caso, guardatelo negli occhi e siate compassionevoli. A Napoli, spesso, i cattivi, sono cattivi solo perché non conoscono il bene.

Le cuffiette con la musica non vi serviranno, a Napoli la musica è ovunque, fosse anche solo il rumore delle strade e le voci della gente. Artisti di strada ce ne sono in quantità, siate generosi dopo aver scattato la vostra foto ricordo. Occhio alle pallonate, a Napoli c’è sempre una partita di calcio in corso, in un piazzale o una strada poco frequentata dalle auto. State lontani dai ragazzini che corrono dietro al pallone, quelli stanno giocando in serie A. E se vedete poco distante da loro mucchi di zainetti e vestiti che sembrano abbandonati per terra non vi avvicinate, potreste ritrovarvi tra i pali della porta nel bel mezzo di un’azione da gol.

Per mangiare non preoccupatevi e non vi pigliate pena a mettere cibo nel vostro zainetto. Se permettete, lo street food, è stato inventato a Napoli. Pizze di tutti i gusti più il vostro, crocchè e panzarotti. Ortaggi o pesci, tutto si frigge in olio bollente e pastella fatta con acqua, farina e lievito. Sale quanto basta. La cucina di mare è spettacolare. La mozzarella sublime. Se vi piace il dolce non avete che da accomodarvi in una delle tante pasticcerie della città. E non dimenticate di assaggiare anche un semplice pezzo di pane e naturalmente il caffè, preferibilmente gustato amaro. Per bere non vi preoccupate, l’acqua che sgorga dalle fontanelle pubbliche è buona da bere.

Camminate, esplorate, assaggiate, ascoltate, parlate. Solo così potrete conoscere Napoli. E quando avrete finito di fare i turisti, quando la vostra cartolina sarà completa, se ne avrete voglia, mettete da parte il vostro zainetto, spegnate la macchina fotografica, e provate a fare il salto dall’altra parte dello specchio. Solo per un momento provate a sentirvi napoletani.

Cosa vi hanno raccontato ? Che siamo la città della munnezza, dell’illegalità e del disordine ? Vi dico la mia: siamo un milione di abitanti sparsi su poco più di cento chilometri quadrati. Il primo insediamento umano si ricorda ai tempi della Magna Grecia e l’ultimo deve essere ancora completato. Siamo una grande città come tante altre città europee ma con un vissuto pesantissimo. Come in tutte le grandi città, per governare Napoli ci vogliono un sacco di soldi e dove girano soldi girano i pescecani. Domanda: ma siete davvero convinti che la storia di Napoli sia poi così diversa del resto d’Italia ? Non ne sono convinto. Il fatto è che su Napoli c’è sempre un riflettore perennemente acceso, un riflettore che ci è stato assegnato dalla storia e che spesso si tramuta in un proiettore di stereotipi e luoghi comuni per cui, alla fine, la munnezza d’Italia è solo spazzatura non raccolta, la nostra è munnezza napoletana e per questo meritevole di indignata severità.

Basta retorica, non se ne può più. Soprattutto in questo momento, mentre l’Europa brucia nel fuoco della guerra economica globale e l’Italia barcolla, tenuta in piedi solo da chiacchiere e promesse alle quali si crede più per incosciente pietà di se stessi che per sincero convincimento.

Ora, non saprei dire di altre città, ma a Napoli non ci sono state storie di degrado ma storie di privazioni. Prima di tutto ci hanno privato della democrazia, privando i napoletani del controllo del territorio. Questo accade quando chi governa prende a nominare commissari ed a gestire perenni emergenze. Per molti anni le emergenze, in tutti gli ambiti del governo della città sono state ordinaria amministrazione. Tutto era in emergenza e tutto richiedeva interventi straordinari. E dietro gli interventi straordinari, abbiamo imparato tutti a nostre spese, ci sono scarsi controlli, poca trasparenza, occasioni di speculazione e soldi. Tanti soldi.

Avete idea di quanto denaro è necessario per gestire il ciclo dei rifiuti di una grande città ? Tanti. Così tanti che una gestione democraticamente trasparente di questi sarebbe imperativa. Lontana da conflitti di interessi e possibili zone oscure. Per anni, a Napoli, è stato l’esatto contrario e le conseguenze le abbiamo viste tutti nel 2008 con i sacchetti che arrivavano ad ostruire le strade e pubblici amministratori in fuga.

E lo stesso vale per i trasporti, per la sanità, per l’ordine pubblico. Ma di cosa volete accusarci, di essere un popolo di svogliati pigroni sempre pronti a fregare il prossimo ? Ma voi avete una idea di quanti sono i napoletani di ogni ordine e grado che si adoperano per partecipare e contribuire al buon funzionamento della città ? Una marea umana che non si può immaginare. Persone che cercando semplicemente di fare bene la propria parte o gruppi che cercano di organizzarsi. Sono in tanti i giovani che cercano di partecipare. Napoli grazie ai suoi ragazzi è stata e rimane sempre una città viva. Volontari di ogni specie sono attivi negli ambiti più disparati. Si pulisce, si accudisce, si assiste, si recupera, si ricicla, si informa, si educa, si protegge.

Un sistema che opera sempre a dispetto dell’ordine costituito. Quello voluto dalla politica, dagli interessi dei partiti, dagli interessi di chi fa i soldi sfruttando un sistema antico di intrecci e relazioni mai dichiarate. Sempre protetti dalla calda coperta dell’informazione ufficiale che racconta solo le cose che vuole raccontare.

Ma quale degrado cercate ? Quale degrado vi aspettate di vedere ? A Napoli non c’è degrado, a Napoli c’è un campo di battaglia che vede contrapposto un sistema oligarchico che vuole continuare a curare i suoi interessi ad una città che vuole la sua autonomia, la sua democrazia, la sua legalità.

Ogni volta che a Napoli si spalanca una finestra, si scopre una zona d’ombra, il livello del conflitto si alza. Ogni volta che faticosamente, con gli strumenti messi a disposizione dalla legge, si smembra un comitato d’affari qualcuno adotta contromisure. Ed allora la spazzatura resta in strada, i trasporti non funzionano, il traffico diventa caotico, i servizi basilari ai cittadini diventano precari. Perché si sa, per poter alzare il dito al cielo e parlare da maestro bisogna organizzare bene la coreografia e quindi far volare qualche bottiglietta contro qualcuno, mettere in piazza una chiassosa protesta, fare ammuina.

Ma quale degrado cercate ? Quale degrado vi aspettate di vedere ? Bagnoli non è una zona degradata. Bagnoli è un tesoro che si vuole sottrarre alla città. Le periferie di Napoli non sono degrado, sono il prezzo maledetto pagato a qualche comitato d’affari per non far cambiare le cose.

Ma le cose cambieranno. Stanno già cambiando.

A Napoli l’unico degrado che potrete vedere sarà sempre solo quello dolce del sole che tramonta nel mare. Tutto il resto è solo l’immagine della speranza di quello che potrebbe essere ovunque nel mondo. Perché diciamoci la verità: a chi non piacerebbe essere napoletano ?

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