Una città che ci sta

Cantava l’indimenticato poeta “libertà è partecipazione” e questa volta la partecipazione di un intero quartiere, forse una intera città ha liberato la voglia di cultura di un popolo. Una volta il Vomero era un quartiere a fortissima vocazione commerciale e tra abbigliamento e pizzerie spiccavano molti negozi di dischi e di libri. Poi le regole del gioco sono cambiate ed in molti ci hanno rimesso le penne. Molti negozi storici sono spariti negli anni recenti, i primi sono stati i negozi di dischi soffocati dalla compressione mp3  sparata online a poco prezzo. Alla fine è toccata anche alle librerie, in tempi recenti Guida Merliani e Loffredo hanno abbassato definitivamente le saracinesche tra polemiche e levate di scudi e neanche il colosso francese di Fnac ha retto.

Una Napoli senza librerie è come una caffettiera senza caffè, intollerabile. Un manipolo di ardimentosi si è unito attorno ad un post su facebook del giornalista e scrittore Ciro Sabatino ed in breve tempo tanti napoletani hanno iniziato a starci. Lunedì c’è stato l’open act della libreria ad azionariato popolare Io Ci Sto. Io c’ero ed ero armato della mia telecamerina ed ho provato a realizzare un corto per raccontarvi quello che ho visto. Una sola parola: emozionante. Il resto lo potete vedere in soli sette minuti.

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